La finanza di progetto nel D.Lgs 36/2023 a tre anni dalla riforma. Quale futuro dopo la sentenza della Corte di Giustizia sul diritto di prelazione?
Si è tenuto lo scorso 18 maggio il convegno organizzato da Legance – Avvocati Associati, a cui Albion ha avuto il piacere di partecipare e discutere insieme ad avvocati, rappresentanti delle imprese e delle istituzioni sul futuro della finanza di progetto dopo la sentenza (C‑810/24, del febbraio 2026) della Corte di Giustizia che ha bocciato l’applicabilità del diritto di prelazione ex art. 193, comma 12, del Codice Appalti.
Chi opera nel settore sa bene che, fino ad oggi, il diritto di prelazione ha rappresentato il principale incentivo per gli operatori economici a ricorrere al PPP: esercitando il diritto di prelazione infatti il promotore, che non fosse risultato aggiudicatario nella gara prevista dalla procedura, poteva comunque ottenere l’aggiudicazione (ciò alla condizione che assumesse gli stessi obblighi contrattuali e accettasse le medesime condizioni offerte dall’ originario aggiudicatario). Venuta meno la prelazione, i timori di un blocco del mercato si fanno di giorni in giorno sempre più concreti.
Per questo motivo, durante l’incontro è stata ribadita da più voci la funzione del partenariato pubblico-privato, come volano per lo sviluppo infrastrutturale nel nostro Paese e dunque la urgente necessità di una riscrittura della norma.
Da quanto emerso, appare fondamentale che il legislatore:
- persegua, come ovvio, la tutela della concorrenza tra operatori (che rappresenta garanzia di uno sviluppo del settore basato su economicità e qualità), però evitandosi che ciò divenga una sorta di ideologico ed unico fine della riscrittura dell’ art.193, che deve soprattutto essere pensato nell’ottica di favorire con decisione l’attivazione del capitale privato nell’ambito della realizzazione e gestione delle opere di pubblica utilità.;
- consideri la complessità del mercato del PPP, che richiede una procedura chiara, snella e adattabile a diverse tipologie di operazioni;
- compenetri la necessità di incentivare la presentazione di proposte di PPP ad iniziativa privata, adottando anche misure che consentano di abbattere i costi di predisposizione delle proposte.
E’ insomma importante che la finanza di progetto ad iniziativa privata venga finalmente configurata di modo da sfruttare appieno le potenzialità del PPP, soprattutto oggi che la spinta propulsiva del PNRR si è esaurita.
